Ti è arrivata una bolletta con un maxi conguaglio, o con consumi che risalgono a più di due anni fa? In molti casi non sei tenuto a pagare quegli importi: per luce, gas e acqua vale la prescrizione biennale. Ma attenzione: la prescrizione non scatta da sola — devi farla valere tu, nel modo giusto. Ecco come funziona e cosa fare, passo per passo.

Cosa dice la legge

La Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017, art. 1, commi 4 e seguenti) ha ridotto da cinque a due anni il termine di prescrizione per i crediti da somministrazione di energia elettrica, gas e acqua. La regola si applica:

  • alle bollette dell’energia elettrica emesse per consumi successivi al 1° marzo 2018;
  • alle bollette del gas per consumi successivi al 1° gennaio 2019;
  • alle bollette dell’acqua per consumi successivi al 1° gennaio 2020.

In pratica: se il fornitore ti fattura oggi consumi risalenti a più di due anni fa, il suo diritto a esigere quelle somme è, di regola, prescritto.

Dal 1° gennaio 2020, inoltre, la Legge di Bilancio 2020 ha eliminato l’eccezione che consentiva al fornitore di aggirare la prescrizione breve quando il ritardo di fatturazione era attribuibile al cliente: come ha chiarito anche ARERA, gli importi più vecchi di due anni sono ora prescrivibili in ogni caso. Fanno eccezione le ipotesi più gravi, come la manomissione accertata del contatore.

Quando puoi non pagare: i casi tipici

  • Maxi conguaglio: dopo anni di bollette basate su consumi stimati, arriva una fattura di conguaglio che ricalcola consumi molto vecchi. Le quote riferite a più di due anni prima sono prescritte.
  • Bolletta di chiusura tardiva: cessi il contratto e mesi (o anni) dopo arriva una fattura che include periodi remoti.
  • Fatturazione arretrata: il fornitore “ritrova” consumi mai fatturati e li mette in bolletta tutti insieme.
  • Ricalcoli dopo sostituzione del contatore: il gestore ricostruisce consumi presunti su periodi lontani.

Un esempio concreto: a luglio 2026 ricevi una bolletta di conguaglio del gas che copre i consumi dal 2022 a oggi. Le somme riferite ai consumi anteriori a luglio 2024 sono, di regola, prescritte: puoi rifiutarne il pagamento, pagando solo la parte relativa agli ultimi due anni.

La prescrizione non è automatica: va eccepita

Questo è il punto che molti sbagliano. La prescrizione non opera da sola: se paghi, l’importo non ti verrà restituito spontaneamente, e se ignori la bolletta rischi il distacco o un decreto ingiuntivo. Devi comunicare formalmente al fornitore che eccepisci la prescrizione per le somme più vecchie di due anni.

Il fornitore ha peraltro l’obbligo di evidenziare in bolletta gli importi prescrivibili e di mettere a disposizione un modulo per l’eccezione. Non sempre accade, e non sempre in modo chiaro.

Come muoversi:

  1. Verifica i periodi fatturati: individua in bolletta le quote riferite a consumi più vecchi di due anni rispetto alla data di emissione.
  2. Invia l’eccezione di prescrizione per iscritto (PEC o raccomandata A/R), indicando la fattura, i periodi contestati e la volontà di non pagare le somme prescritte.
  3. Paga solo la parte non prescritta, se scorporabile: eviti contestazioni sulla parte dovuta.
  4. Se il fornitore insiste o non risponde entro i termini, puoi attivare la conciliazione presso il Servizio Conciliazione ARERA, passaggio obbligatorio prima di un’eventuale causa.

Attenzione anche alle interruzioni della prescrizione: una richiesta formale di pagamento (raccomandata o PEC di messa in mora) fa ripartire il conteggio dei due anni. Per questo la verifica delle date va fatta con precisione, documento alla mano.

E se è già arrivato un decreto ingiuntivo?

Se il fornitore ha ottenuto un decreto ingiuntivo per somme prescritte, non è troppo tardi: puoi proporre opposizione entro 40 giorni dalla notifica, facendo valere la prescrizione davanti al giudice. In questo caso è indispensabile l’assistenza di un avvocato, con un mandato professionale diretto.

Perché farti assistere

Individuare esattamente quali quote sono prescritte, verificare eventuali atti interruttivi, scrivere un’eccezione che non presti il fianco a contestazioni e gestire la conciliazione fino all’esito: ogni passaggio ha le sue insidie, e un errore può costarti l’intero importo. Ce ne occupiamo noi: analizziamo gratuitamente la tua bolletta, quantifichiamo quanto non devi pagare e gestiamo l’intera pratica.

Hai ricevuto un maxi conguaglio o una bolletta con consumi vecchi? Verifica gratis il tuo caso: ti diciamo subito quali importi sono prescritti.

Verifica gratis il tuo caso →

Domande frequenti

La prescrizione vale anche per le bollette del telefono?

No: per telefonia, internet e pay TV il termine è diverso (di regola cinque anni per i canoni periodici). La prescrizione biennale riguarda luce, gas e acqua. Per i disservizi telefonici esistono però altri strumenti di tutela, come la conciliazione ConciliaWeb.

Se ho già pagato una bolletta prescritta, posso riavere i soldi?

Il pagamento spontaneo di un debito prescritto, di regola, non è ripetibile: per questo è fondamentale eccepire la prescrizione prima di pagare. Se hai pagato sotto minaccia di distacco o in circostanze particolari, il caso va valutato singolarmente.

Il fornitore può staccarmi la fornitura se non pago le somme prescritte?

Se hai eccepito formalmente la prescrizione e pagato la parte non prescritta, il distacco per quelle somme è contestabile e può dare diritto a indennizzi. Anche qui, la forma della comunicazione fa la differenza.

Vale anche per le utenze business e i condomìni?

Sì, la prescrizione biennale si applica anche a professionisti, imprese e condomìni, con alcune specificità da verificare caso per caso.

Contenuto verificato da un avvocato esperto in tutela dei consumatori. Aggiornato a luglio 2026.

Hai un problema simile con la tua bolletta?

L’analisi del tuo caso è gratuita: ti diciamo entro 48 ore se puoi contestare e come. Nessun impegno.

Verifica gratis la tua bolletta WhatsApp